Le 7 regole d’oro per scegliere il profumo giusto

Dettati da Francis Kurkdjian, trentanovenne, è uno dei «nasi» o creatori di fragranze più celebrati del mondo, per l’originalità e la qualità delle sue creazioni. Sono le regole principali per non sbagliare, quando vogliamo crearci un’ identità olfattiva

Profumiere e star mondiale, ha esordito a 25 anni, creando Le Mâle di Jean Paul Gaultier, prima di fondare la sua Maison, sulla scia delle marche del lusso che portano il nome del loro creatore, il trentanovenne Francis Kurkdjian, è uno dei nasi più celebrati del mondo, per l’originalità e la qualità delle sue creazioni.

Insieme a lui abbiamo riflettuto sulle regole principali per non sbagliare, quando vogliamo crearci identità olfattive: «Parte integrante della percezione che vogliamo dare di noi stessi».

Lo abbiamo incontrato a Villa Medici, a Roma, per una conferenza intitolata «Profumo, scultura dell’invisibile», perché come ci dice, «le fragranze sono sculture di noi stessi, che ci accompagnano nella vita quotidiana, dandoci identità invisibili, ma presenti».

Regola numero 1 – Farsi guidare dall’istinto
«Penso che al giorno d’oggi si debba scegliere prima di tutto una marca, come nel caso di un abito o una borsa, perché ogni brand ha la sua identità olfattiva, che anche il naso deve rispettare. Una donna che veste Chanel, non ha le stesse esigenze di una che sceglie Saint-Laurent, lo stesso vale per il profumo. Sarà necessario lasciarsi guidare dall’istinto, perché nessuno riuscirà a portare un profumo che non gli piace anche se creato dal suo brand preferito. È praticamente impossibile. Il nostro naso accetta alcuni odori e ne scarta altri».

Regola numero 2 – La fragranza che piace subito non sempre è quella giusta
«Mai fare un acquisto affrettato con il profumo. Consiglio di andare spesso in profumeria o nei duty free degli aeroporti, per conoscere le fragranze, che non a caso sono a disposizione del pubblico.
Prendete il tempo necessario per scegliere. Fornitevi di campioncini e cercate di familiarizzare con l’essenza, spruzzatela sulla pelle, sui vestiti e portate con voi l’odore. Molto spesso un profumo piace al primo istante, perché ha note di testa compatibili con il vostro gusto, ma le note di cuore e di fondo, non corrispondono a quello che vi aspettate».

Regola Numero 3 – Non è vero che bisogna valutate l’interazione con la pelle
«Vorrei sfatare una leggenda: quella che il profumo cambia a seconda della pelle. Era vero per i profumi fatti interamente con essenze naturali, che non esistono più sul mercato. E anche prima non era come si crede. Gli oli essenziali, cambiavano a seconda della temperatura, dell’umidità, dell’età del profumo. È vero che forse un naso come il mio potrebbe distinguere l’impercettibile differenza dell’effetto di un profumo fra una persona e l’altra, ma una persona non allenata a sentire centinaia di note al giorno, non ci fa caso. Ogni profumo ha la propria identità e si riconosce a prescindere dalla pelle che lo porta».

Regola numero 4 – Quando in dubbio puntare su note agrumate
«Le essenze agrumate, sono note universali, da sempre le più utilizzate, aggiungerei la vaniglia, ormai presente in molte fragranze anche il muschio. Queste si possono definire essenze facili, perché sono le più conosciute e utilizzate. Le note Chypre (spesso con un’apertura al bergamotto, cuiore alla rosa e muschio di quercia, non hanno nulla a che vedere con le note talcate e cosiddette cipriate o polverose, ndr), sono di solito più difficili. Le italiane, che hanno un rapporto molto particolare con le fragranze e amano le profumazioni forti, possono osare più delle altre e dirigersi verso quelli che in gergo chiamiamo profumi sporchi, ovvero eleborati, in contrasto con le colonie semplici, molto usate dalle americane, che vengono definiti profumi puliti».

Regola numero 5 – Meglio non essere fedeli
«Sono un grande partigiano dell’infedeltà. Bisogna essere fedeli a se stessi e al proprio stile e non ad un unico profumo. Si può portare il nero tutti i giorni, senza scegliere lo stesso vestito e avere lo stesso taglio di capelli, ma cambiare styling: con il profumo è lo stessa cosa. Potete restare fedeli per un periodo ma non sempre».

Regola numero 6 – I classici sì, ma rivisitati
«
Adoro i grandi classici della profumeria, nei grandi e nei piccoli prodotti, ma sono un accanito modernizzatore delle fragranze. Come nella cucina, in profumeria è necessario adattarsi al gusto del tempo. Si può amare una ricetta vintage, ma solo se è alleggerita nel grasso o nello zucchero, altrimenti è immangiabile. Vecchi profumi sì, ma rivisti e leggermente corretti, seguendo le esigenze moderne.

Regola n 7 – Il buon senso della stratificazione
«Con una sovrapposizione di prodotti, la tua crema, il deodorante, l’odore dei vestiti, degli armadi si riesce a creare un’identità olfattiva. È una regola importante da seguire se si vuole essere sempre riconoscibili e avere una firma. Bisogna fare estrema attenzione, però, a far interagire i differenti cosmetici, in modo da creare una compatibilità gradevole al naso».

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