Domande e risposte

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Perché il profumo è . . .

I cambiamenti delle fragranze sulla pelle di ognuno dipendono da diversi fattori: molto spesso sono ormonali e anagrafici. Tuttavia l’odore del profumo può anche essere influenzato da quello che si mangia. Se si segue un’alimentazione particolarmente speziata, la fragranza può risultare modificata. Anche il fumo o l’assunzione di farmaci possono influenzare il profumo. La sua durata, inoltre, dipende dal tipo di pelle, per esempio una cute secca non tratterà le note odorose così come una pelle grassa.

La fragranza va applicata sulle zone ricche di vene superficiali come polsi, collo, interno dei gomiti e delle ginocchia, in modo che il calore faccia evaporare le sostanze profumate che, in questo modo, sono più percepibili. Inoltre, le fragranze tendono a “salire” e, quindi, andrebbero applicate nelle zone basse del corpo. È opportuno sapere che una pelle ben idratata permette alla fragranza di durare più a lungo. Dobbiamo ricordare, infine, che una volta aperta la fragranza tende a modificarsi che, di solito, si mantiene per 3-5 anni. È importante non esporre il flacone alla luce solare né a temperature elevate

Sono sempre più avveneristici i metodi analitici che la scienza mette a punto per catturare o creare i sentori più particolari. Come il metodo “Head Space” per cogliere la fragranze dei fiori vivi, o il “Waterfall Wet Rock” per l’odore delle cascate oppure il “Coral Reel” per i luoghi marini. In Giappone, invece, stanno studiando un registratore elettronico che individua gli oggetti dal loro odore e lo riproduce usando una gamma di composti chimici, un mix tra note naturali e sintetiche. Col progresso tecnologico anche le tecniche estrattive si stanno evolvendo verso metodiche ad elevata sostenibilità e a basso impatto ambientale

Come tutti sappiamo, quando ci rechiamo a comprare un “profumo” spesso ci ritroviamo a riportare a casa un “eau de toilette” o magari un “eau de parfum” o qualcosa del genere. Si tratta di tipologie che corrispondono alla diversa concentrazione di olio profumato in esse disciolto, mediamente si può affermare che

  1. Parfum: contiene una concentrazione di olio profumato superiore al 20%;
  2. l’Eau de parfum: la concentrazione di olio profumato è tra il 10% ed il 20%;
  3. l’Eau de toilette: la concentrazione di olio profumato è tra l’8% ed il 10%;
  4. l’Eau de cologne: la concentrazione di olio profumato è tra il 3% ed il 10%.

Le versioni meno concentrate sono più indicate nei periodi caldi, quando l’evaporazione del profumo dalla pelle è facilitata dalle alte temperature ed un’alta percentuale di olio profumato potrebbe persino risultare sgradevole.

Alcuni ingredienti della fragranza potrebbero essere fotosensibilizzanti e quindi causare la comparsa di macchie brune. Chi proprio non vuole rinunciare al profumo può usare delle fragranze specifiche e testate per questo utilizzo. Ma per le persone con la pelle particolarmente sensibile è meglio evitare l’applicazione del profumo sotto il sole per scongiurare effetti indesiderati.

L’attrazione verso determinate note nasce da un percorso complesso che parte da una piccola area posteriore del naso (l’epitelio olfattivo) per poi raggiungere l’emisfero destro del cervello. Il profumo agisce sul sistema limbico del nostro cervello, la parte più antica a livello di evoluzione e quella che più si avvicina agli altri animali. Il consiglio degli esperti è quella di provare la fragranza al mattino, quando la pelle è priva di altri profumi o creme aromatizzate. Meglio essere in una situazione di relax e buon umore: l’adrenalina e gli ormoni dello stress posono alterare la reazione del jus sulla pelle. Si inizia la scelta annusando il profumo dalla boccetta, oppure spruzzandolo sulla mouilletes concentrandosi sulle sensazioni e sui ricordi stimolati da ognuna. Meglio non superare le 4-5 fragranze, dopo un po’ il naso non riesce più a distnguere tra i vari bouquet.

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