10 cose che non sai sul profumo

10 cose che non sai sul profumo

Il profumo è una magia piena di curiosità e segreti da esplorare, eccone 10 che vi faranno guardare alla vostra fragranza con occhi nuovi.

1. Ci vuole naso

L’olfatto è il primo dei sensi umani che si sviluppa dopo la nascita ed è il modo con cui i neonati si orientano e iniziano a riconoscere il mondo che li circonda (l’odore della mamma e del papà, il profumo del latte, etc.). Il naso di un adulto contiene 10 milioni di recettori olfattivi che permettono al cervello di riconoscere fino a 10 trilioni di odori. Le cellule olfattive vengono cambiate circa ogni 28 giorni, in pratica, ogni 4 settimane abbiamo…un nuovo naso.

2. L’etimologia

La parola profumo ha un’origine piuttosto incerta, la teoria più accreditata è che si riferisca alle pratiche sacre dei Romani che bruciavano sostanze odorose nei culti alle divinità, in modo che si diffondessero nell’ambiente “per fumum”, cioè attraverso il fumo.

3. Cosa non fare

Nonostante le leggende metropolitane sul fascino di una chioma che ondeggiando lascia una scia irresistibile, il profumo (a meno che non specificamente formulato) va tenuto lontano dai capelli. Il contenuto di alcol che sta alla base della composizione è davvero un nemico per il benessere del fusto e della cute, che a contatto tendono a seccarsi. Allo stesso modo è sempre bene evitare di strofinare i polsi dopo aver applicato il profumo perché le note di testa, le più volatili, si deteriorano molto velocemente modificando la progressione e la resa del profumo sulla pelle.

4. Memorie del naso

Il nostro cervello è in grado di registrare per molto tempo un profumo nella memoria. Quante volte capita infatti, di avvertire con l’olfatto un odore che apre subito una suggestione che pensavamo sepolto tra i nostri ricordi. L’olfatto tra tutti i sistemi sensoriali è quello che ha più connessioni a livello neurologico con le emozioni, per questo alcuni profumi sono anche capaci di cambiare il nostro umore.

5. Quando un profumo è un colore

Si è scoperto che molti profumieri sono portatori di una condizione neurologica piuttosto rara (ma più frequente in ambito artistico) che crea una connessione tra alcuni sensi. Le persone “affette” da sinestesia possono, ad esempio, visualizzare gli odori come colori e viceversa. Non si tratta di associazioni convenzionali tipo “profumo di mare – azzurro” ma di associazioni meno scontate e comuni a tutti coloro che hanno questo particolare “dono”.

6. Per un naso stanco basterebbe un caffè

Avvertire e decodificare gli odori è davvero un gran lavoro per il nostro cervello che, per evitare sovraccarichi, attiva alcuni meccanismi di protezione. Questo è il motivo per cui dopo un po’ smettiamo di percepire il profumo che usiamo abitualmente o l’odore dell’ambiente in cui ci troviamo. Per la stessa ragione quando testiamo molti profumi in rapida suggestione dopo poco ci sembrano tutti uguali. Come fare a “risvegliare” il nostro naso? Alcuni dicono di respirare l’odore “neutro” della nostra pelle, altri di odorare del caffè perché sembra che entrambi questi “profumi di base” aiutino a resettare la nostra percezione.

7. Profumo e moda

Il connubio tra moda e profumi non è sempre stato un fatto ovvio. Oggi molte case di moda (anzi, praticamente tutte) scelgono di imprimere in una fragranza il proprio modello di stile, ma si tratta di un’usanza relativamente “giovane”, infatti, le prime creazioni olfattive dei maître couturier sono comparse solo agli inizi del ‘900.

8. Curiosando nella formula del profumo

I profumi contemporanei per la maggior parte non utilizzano solo essenze naturali, ma si avvalgono di componenti sintetici riprodotti in laboratorio. Questo passaggio garantisce una maggiore stabilità del prodotto finale che, per questo, non si deteriora o muta nel tempo.

9. Ingredienti da brivido

La storia della profumeria è costellata di esperimenti, estratti naturali e animali. Tra i più pregiati troviamo l’ambra grigia, dal profumo dolce e delicato, che viene prodotta dalle mucose intestinali delle balene e lasciata alla deriva come scarto. Tra gli ingredienti più noti e usati c’era anche il muschio selvatico (“wild musk”), che non ha niente a che vedere con i presepi, ma con un estratto ghiandolare dei cervi. Oggi questi ingredienti sono stati sostituiti con successo da versioni di sintesi.

10. Profumi preferiti

Una ricerca ha evidenziato che gli uomini eleggono come odore preferito in assoluto quello della “colazione appena fatta” e le donne quello della pelle dei bambini. La verità è che i profumi hanno un’incredibile connessione con le nostre esperienze e che spesso anche inconsciamente, ci piacciono le fragranze connesse in profondità alla nostra storia di vita.

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